Chatroulette alternative a rischio azzardo

chatroulette alternative

Molti di voi ricorderanno di come circa 1 anno la Chatroulette, quella “originale” creata dal 17enne russo Andrey Ternovskiy, avesse incontrato problemi di sicurezza e di restyling, dovuti, probabilmente, alla mancanza di fondi a disposizione, dopo che lo stesso Ternovskiy si era rifiutato di vendere la sua creatura alle big della Silicon Valley.

Esibizionisti, spam ed utilizzi non proprio politicamente corretti della chat avevano messo in ginocchio Chatroulette. Non solo, Chatroulette dovette fare fronti a decine di cloni, molti dei quali esistevano già prima del successo del sito di Ternovskiy. Per un caso di successo che, a detta del suo stesso fondatore, è stato ideato “in due giorni e due notti”, è nato così un declino per molti preventivabile e per altri, invece, ingenuamente non tenuto in considerazione.

Chatroulette inoltre aveva a che fare con una comunità “strana”: il 50% degli utenti risiedeva negli States, mentre il 90% degli utilizzatori singoli era di sesso femminile. Insomma, soltanto 1 volta su 10 capitava di incontrare una ragazza sola dall’altra parte della webcam (questi numeri fanno riferimento ad una ricerca pubblicata negli States nel marzo 2010). L’unico modo che si ha per moderare i contenuti espliciti è quello di bannare un utente dal sito in seguito ad una segnalazione che, se ripetuta per tre volte, lo tiene lontano per un tempo fino a 40 minuti. Chatroulette, al momento del suo più alto successo, valeva circa 1 milione di dollari. Si trattava di un business “social-visual” che per molti avrebbe potuto dare il meglio di sé con una gestione più serrata della privacy ed account a pagamento. Qualche pirata però ha avuto una strana idea: dare un tocco di azzardo ad una eventuale chatroulette a pagamento. Insomma, commettere su chi sarebbe capitato sullo schermo…assurdo, non trovate?!