Full Tilt Poker: futuro appeso ad un filo

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Proprio quando si parlava di possibili nuovi investitori che avrebbero garantito a breve una riapertura e sembrava regnare un cauto ottimismo, Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha spazzato via le  illusioni rendendo noto che i proprietari del sito sono stati denunciati per appropriazione indebita di fondi, frode, riciclaggio di denaro e altri capi di accusa. Ma sono soprattutto certe cifre a spaventare: Il 31 marzo 2011, Full Tilt Poker doveva ai giocatori di tutto il mondo circa 390.700.000 dollari, ma ne possedeva solo 60.000.000 nei propri conti bancari. Secondo l’accusa, la compagnia avrebbe iniziato ad avere difficoltà nel raccogliere fondi dai conti bancari dei depositari, iniziando così segretamente a mettere in circolo denaro “fantasma” facendolo credere denaro reale, continuando a procedere come se non ci fossero problemi e pagando milioni ai suoi soci.

Il procuratore di Manhattan Preet Bharara ha pubblicamente dichiarato che Full Tilt Poker e i suoi dirigenti hanno utilizzato la compagnia come un grande schema di Ponzi contro i propri giocatori. Lo schema di Ponzi consiste in un modello economico di vendita truffaldino che promette forti guadagni alle vittime a patto che queste reclutino nuovi investitori, anch’essi vittime della truffa. I legali della società hanno smentito questa ricostruzione Al di là di ciò, però, è evidente che degli errori siano stati commessi e il rischio di un intervento duro anche da parte della Alderney Gambling Control Commission è abbastanza alto, mentre i giocatori temono di dover dire addio al denaro presente al momento della chiusura nei loro conti. Sono attesi altri comunicati nelle prossime ore.