Giocatori d’azzardo italiani: da Roma un identikit preoccupante

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Chi l’avrebbe mai detto: Roma è capitale non solo d’Italia, ma anche del gioco d’azzardo. L’ho letto in un servizio pubblicato da Roma Today e riguardante una inchiesta emersa a seguito di alcuni controlli da parte della Questura della città di Roma. Ne è emerso uno scenario purtroppo criminale: circa il 75% dei centri gioco e scommesse della capitale ha fatto riportare delle irregolarità, di qualunque genere, per un totale di 300.000 euro di sanzioni.

Gli investigatori hanno trovato centri scommesse con Bancomat al loro interno, ed anche un centro con tanto di asilo nido per far sì che i genitori potessero “parcheggiare” i propri bambini nel mentre delle partite. Roma capitale del gioco significa anche capitale del giro di affari: +20% rispetto allo scorso anno, la città si fa trainante del business da 72 miliardi di euro previsto per il gioco d’azzardo legale in Italia. E capitale del gioco, di nuovo, purtroppo, significa anche capitale della dipendenza.

E’ a Roma infatti che un dipartimento di psicologia della Polizia di Stato ha effettuato l’identikit del giocatore medio: ricorrere ai rimedi più disparati, dal furto allo strozzo, per poter ottenere denaro da investire nel gioco, ha problemi di relazioni sociali ed assume un comportamento compulsivo, come se stesse sotto la dipendenza di droghe. Il nostro punto di vista? Roma è una città troppo grande perché il suo campione non contenesse illegittimità, criminalità, e casi riscontrati di patologie “tossicologiche” dal gioco. Siamo sicuri che il giocatore medio italiano sia ben al dì sotto di quel triste identikit che, ahinoi, rimane comunque un accesissimo segnale di allarme.