Scommesse truccate: pugno duro, concessionarie a rischio?

roberto maroni

Combattere il fenomeno delle partite truccate non è facile. C’è prima di tutto da difendere il sistema delle concessionarie di scommesse sportive, sistema che è legale, anche se diverso, in Italia, da quanto si realizza nel resto d’Europa. Ci sono poi da gestire i giri delle scommesse illegali, che sono quelle scommesse che vengono esercitate da soggetti privati “in nero”, e combattere le scommesse clandestine e i bookmakers senza licenza AAMS che arrivano ad operare in Italia.

Questi ultimi permettono che su Internet si possano gestire conti gioco non monitorati dalle autorità italiane, sono proprio i bookmakers stranieri infatti i protagonisti dell’ultimo scandalo di partite truccate in Serie A. Per questo il Ministro degli Interni Roberto Maroni ha affermato, in occasione del suo intervento alla firma del protocollo d’intesa sulla “tessera del tifoso”, che occorre combattere le scommesse clandestine con l’aiuto dell’Unione Europea: “Credo che il passaggio più importante sia quello a livello europeo, perché noi abbiamo un sistema che regola le scommesse in Italia che è diverso da quello di altri paesi europei.

Noi abbiamo il sistema dei concessionari, altri paesi non ce l’hanno”. A questa che sembrerebbe essere una rivoluzione (quale battaglia si dovrà mai vincere per scomparire ai fini della sicurezza delle concessionarie che operano in Italia da anni?), si affianca poi un rafforzamento della intelligence governativa. Questo tramite una unità informativa, precedentemente chiamata “task-force”, che servirà “a raccogliere informazioni e coordinarle, le informazioni c’erano, giravano ma non si trovava il momento di sintesi per decidere se qualcuno doveva intervenire”. Insomma, una sorta di “polizia” delle scommesse sportive, occhi più aperti, criminali più perseguitati. Siamo d’accordo! E voi?