Tasse poker online 2012: operatori sempre più preoccupati

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Nella prima bozza del decreto fiscale sembra non ci sia traccia delle temute nuove tasse nel poker cash game, tuttavia gli operatori del settore temono ancora possibili sorprese in questo senso ed è per questo che  diciannove concessionari online hanno sottoscritto una lettera aperta al Governo Monti, notificandone una copia anche all’AAMS.

La posizione di alcuni tra i più noti operatori  è chiara: un aumento della pressione fiscale in Italia sul poker online ed i casinò, favorirebbe la migrazione dei giocatori italiani sui siti.com, ossia quelli con licenze estere. Per questo vorrebbero essere rassicurati circa il rischio di norme penalizzanti inserite all’ultimo momento e avrebbero chiesto un incontro con rappresentanti del Governo.

Attualmente nel cash game, lo Stato applica un’aliquota del 20% sul rake (che rappresenta il profitto per la room). L’idea circolata in questi giorni nelle stanze del Ministero delle Finanze è quella di cambiare sistema e di trattenere l’1% sul turnover, cioè sulle somme giocate dai giocatori. Misure simili applicate in Francia hanno fatto perdere circa il 10% dei giocatori a vantaggio dei siti esteri, per questo la preoccupazione parrebbe fondata.

Il cash game ed i casinò online sono partiti nel luglio scorso e gli italiani hanno giocato la bellezza di 5,1 miliardi. Il gettito erariale è stato intorno ai 40 milioni. Con la nuova  tassa (dell’1% sulla raccolta), a parità di volumi di gioco, si arriverebbe a circa 51 milioni, ma è molto probabile che l’ipotesi non si realizzerebbe a causa di una restrizione dei volumi e di una possibile fuga di operatori.